Menu Principale

Scuola Materna(0-5anni)

Elementari (6-10anni)

Scuole Medie(11-15anni)

Scienze e Fisica

Sviluppo Personalità

Efficienza Didattica

Novità Informatiche

Filosofia Personale

2° Il mondo del bambino fino ai 2 anni PDF Stampa E-mail

Capitolo secondo

Il mondo del bambino fino ai due anni 

Fase sensomotoria

Il bambino comunica con il mondo attraverso le sensazioni e il movimento. Gli stimoli esterni lo affascinano e i cinque sensi lo guidano alla scoperta di ciò che gli è attorno. Tutto è nuovo ed è per lui una continua scoperta. Il seno della madre gli dà piacere perché soddisfa la fame, il contatto fisico lo rassicura e il calore della pelle lo avvolge. Il succhiare è un gesto che egli tende a ripetere e nella sua mente si fissa lo schema di quel movimento. Quando la madre sostituirà il seno con il biberon, non troverà difficoltà ad adattarsi, sostituendolo poi con qualsiasi oggetto che gli dia piacere.

A partire dal quinto, sesto mese sino al compimento dell’anno di età, il bambino comincia a scatenarsi nei movimenti ed usufruisce del rapporto vista-udito-tatto:

a)       Quando vede qualcosa in movimento tende a raggiungerla con le mani o i piedi.

b)      Toccandola produce dei suoni e manifesta tutta la sua soddisfazione con gridolii.

c)       Scopre un collegamento tra movimento e suono.I vari sensi favoriscono l’interazione degli schemi che si formano nella mente.

Questa sequenza porta il bambino ad agire sugli oggetti e sentirsi sicuro rispetto ad essi.

 Al compimento dell’anno il bambino comincia a camminare e la sua visione di ciò che lo attornia cambia molto.

  

I primi passi:

1)       la deambulazione permette al bambino di vedere il mondo da un’altra prospettiva;

2)       lo facilita negli spostamenti;

3)       gli permette di usufruire liberamente delle mani.

 

Le prime attività :

1)       coordina occhio-mano (usa il cucchiaio…)

2)       congiunge e separa oggetti;

3)       traccia segni sulla carta;

4)       cerca giocattoli nascosti;

5)       esprime richieste semplici

 

.Le prime scoperte:

1)       distingue le cose per i colori, per la durezza, per il calore, per la materia;

2)       avverte se le cose sono ferme o in movimento, possono essere trasportate o meno…

3)       instaura un rapporto con le cose o gli animali di dominio, di sottomissione o di dialogo.

 

 I primi ostacoli:

1)       si accorge delle difficoltà;

2)       tenta di superarle;3)       scopre i pericoli

 

.I primi rapporti con gli altri:

1)       gode di stare insieme agli altri, ma ha bisogno di protezione;

2)       non accetta di condividere i suoi giocattoli;

3)       reagisce alle imposizioni degli altriLe esperienze che il bambino fa costruiscono in lui una sensazione di dominio rispetto alle cose e di autonomia da esse. E’ lui che agisce e fisicamente le possiede.La ripetizione delle situazioni trasmette nella mente differenze sempre nuove che vengono sensitivamente incamerate e affettivamente selezionate.

  

Sorriso, gioco, imitazione

Quando il bambino si trova tra le braccia della mamma gli sguardi si incontrano e si illuminano. Scatta come una scintilla tra i due, una sensazione di essere l'uno per l'altro, di essere un tutt'uno. La gioia porta ad atteggiamenti di corrispondenza, di partecipazione. Il cucù della madre suscita il sorriso del figlio a cui risponde il sorriso della madre.

C'è un rinforzo vicendevole nello star bene insieme, l'uno spinge l'altro a creare situazioni piacevoli, ad inventare sempre nuovi interessi.

Nella mente del bambino il viso dolce e sorridente della madre diviene il suo piacere, gli dona gioia e fiducia, uno stato di benessere.

E' l'amore che guida il figlio alla scoperta del mondo, trascinandolo alla ricerca di cose nuove. "Senza i sorrisi e le vocalizzazioni della madre il bambino si ritrae in sé, rimane apatico e passivo, e nei casi estremi può sviluppare quella che Spitz ha chiamato "depressione anaclitica": rifiuto di mangiare, dì sorridere e di rispondere a qualsiasi stimolazione, che può sfociare nella morte" 

Il sorriso è innato nell'uomo ed è il suo primo segno di disponibilità ad ogni proposta. I genitori sono la via più spontanea e naturale per instaurare uno scambio profondo di sentimenti, di valori e di conoscenze. Il gioco è il modo in cui avviene la corrispondenza, in quanto instaura un ambiente amichevole e genera uno stato di fiducia, elementi fondamentali per favorire l'imitazione.

 Il gioco è una continua esperienza di apprendimento. I bambini che giocano sorridono di più e manifestano segni di emozioni positive, come gioia e sorpresa.Il figlio riceve tutto e la sua riconoscenza conquista sempre più l'animo del genitore, facendogli sentire quanto è fondamentale per lui. Specialmente nei primi anni di vita la comunicazione è diretta e le conquiste si notano facilmente e la soddisfazione rende felice il rapporto.

 I genitori che seguono con passione e disponibilità i loro figli negli anni dell'infanzia, conoscono l'animo dei loro figli in modo così profondo da avvertirne per sempre i cambiamenti che avverranno nel futuro. L’immediatezza del rapporto favorisce l'accettazione o lo scontro, per cui gli stati d'animo variano continuamente, ma si amalgamano sempre di più.

Ogni figlio ha un suo carattere e il rapporto diventa necessariamente individuale. In questo sta la difficoltà dell'educazione, ma anche la sua profondità, perché ogni figlio ha bisogno di essere valorizzato per quello che è. Studi recenti dicono che i neonati sono estremamente sensibili alle vocalizzazioni e che la voce può essere un canale primario di comunicazione emotiva nella prima infanzia (Albert Caron, 1988).Le madri sono le interlocutrici privilegiate in questi primi rapporti profondi, ma è importante la presenza dei padri per instaurare in modo diretto, empatico, un rapporto di fiducia vicendevole che difficilmente verrà messo in crisi.

Negli anni difficili dell’adolescenza l’emotività della madre non favorirà una visione serena delle difficoltà dei figli e l’intervento razionale del padre potrà equilibrare i rapporti.  

          

Il linguaggio

Nei primi mesi il bambino sembra giocare con i suoni che sono per lo più strilli, grugniti…ma tra i sette, otto mesi egli comincia improvvisamente ad emettere suoni articolati: ne –ne –ne, ba –ba, verso la fine del primo anno il balbettio di sillabe comincia a variare e i genitori interpretano tali espressioni come prima comunicazione linguistica. Probabilmente il balbettio è un esercizio fonico per imitare il modo di parlare dei genitori, come è lo scarabocchio per il disegno.

Ad un anno alcune parole sono comprese e il bambino tende a ripeterle, parole singole, senza un significato preciso: la parola si riferisce ad una situazione, però esprime l’intenzione di comunicare con il linguaggio. Il motivo della scelta delle parole dipende dal valore emotivo con cui vengono espresse o la loro ripetitività. La gioia, poi, con cui vengono accolte dai genitori è uno stimolo forte a rinnovare il successo. Questo stadio dura da due mesi ad un anno.

A diciotto mesi il linguaggio decolla e continua con un ritmo minimo di due parole ogni due ore fino all’adolescenza. (Vedi Pinker: L’istinto del linguaggio) 

                       

Consigli per i genitori

 Non occorrono proposte di attività, perché i figli sono già loro una miniera di iniziative.

E’ l’atteggiamento di serenità, di distensione, di partecipazione a questa esplosione che rimarrà profondamente inciso nella mente del figlio. La comunicazione avviene attraverso l’empatia, cioè il coinvolgimento emotivo.I rapporti di armonia o di contrasto vissuti nei primissimi anni di vita con chi si prende cura del bambino trasmettono  una serie di insegnamenti emozionali che rimarranno radicati nella vita futura.

Secondo alcuni ricercatori ciò è dato dall’assimilazione di schemi emotivi senza alcuna mediazione del linguaggio. "Le Doux ritiene che queste lezioni siano tanto potenti, e al tempo stesso così difficili da comprendere dalla prospettiva dell’adulto, perché sono state archiviate nell’amigdala come programmi della vita emotiva ancora grossolani e senza parole” (D. Goleman: Intelligenza emotiva). L’amigdala è l’archivio della memoria emozionale e matura molto velocemente nel cervello del bambino. 

 

 

Powered by Joomla!. Valid XHTML and CSS.