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Linguaggi di programmazione differenti (per gli esperti in programmazione)

Per chi ha conoscenze nel campo della programmazione dei computer, possiamo dire che se guardiamo "l'universo computer" generatore  delle scene dette "realtà virtuale" possiamo vedere in 3 livelli differenti di programmazione:

 

1°) Il modo fisico materiale, dato da tutto ciò che percepiamo con i nostri sensi, è generato da un sofisticato ed elaborato sistema di programmazione, tipo la programmazione ad oggetti del Visual Basic (è il sistema con cui lavorava il sistema operativo Windows).

 

2°) Il modo della psiche dato dalle emozioni e desideri tipici del piano astratto detto "piano astrale", poco noto ai non adepti, è formato da un programma paragonabile all'Assembler, vecchio sistema di programmazione successivo al linguaggio macchina. L'Assembler usa istruzioni molto più semplici del Visual Basic . Quindi occorre molto tempo e centinaia di istruzioni per fare ciò che con il Visual Basic si fa con pochi comandi;  in compenso le potenzialità dell'Assembler sono molto più estese.

 

3°) Il modo dell'essenzialità, difficile da definire, basti dire che il "TUTTO" si manifesta essenzialmente come   una vibrazione creata da opposti. Questo aspetto duale della manifestazione si presta molto bene ad essere paragonato al linguaggio binario del computer. Inizialmente i programmi si facevano scrivendo direttamente una sequenza di zero e uno,  tipo 00101001110011 Tale linguaggio si chiama "Linguaggio Macchina", esso corrisponde al vero modo con cui passano le informazioni all'interno del computer.  Chi lo sa usare può modificare i programmi dei computer in modo incredibile, può entrare nelle banche dati, insomma, per chi non se ne intende, fa miracoli.

 

Consideriamo ora tre individui.

Il primo è un materialista, un Fisico ben radicato nel metodo sperimentale verificabile, questo individuo afferma " Tutto ciò che esiste nell'universo è materia,  non esiste lo Spirito e se esiste fatemelo vedere, fatemelo pesare, solo gli sciocchi credono ai miracoli… ma quando chiedete loro la verifica si squagliano come neve al Sole."

 

Il secondo dice: "La materia è solo un punto d'appoggio, è l'equivalente del  cellulare usato dallo Spirito per comunicare, la vera realtà sta nel "sentire",  nelle emozioni, nella creatività, nell'arte, nel pensiero astratto. Guardate il corpo di un uomo che un istante prima è vivo e un istante dopo è morto, non ha forse gli stessi atomi anche dopo morto. Cos'è cambiato in lui in un istante di morte? Si è staccato lo Spirito. Non c'è più qualcuno che parla ed ascolta al cellulare rappresentato dal corpo fisico …

 

Il terzo individuo è un eremita, egli dice: "In realtà nulla esiste, a ben guardare non c'è una Terra che gira intorno al Sole, non c'è neppure un Sole tutto è fermo, solo si muovono delle informazioni fatte da strane vibrazioni, non c'è un corpo, è un sogno… solo la consapevolezza è…)

Chi ha ragione?  Tutti e tre, ognuno si sta riferendo a un linguaggio diverso.

Il primo individuo conosce solo Il Visual Basic, il secondo individuo si sta riferendo al livello interiore dell'uomo, il terzo dimostra di aver capito una delle più importanti e difficili verità da capire e cioè: "L'UNIVERSO E' MENTALE"

 

 

A cosa serve capire che l'universo è mentale?

Mi rendo conto,  che chi si addentra per la prima volta in questo tipo di discorsi, oltre a essere perplesso si chiederà: ammettiamo che io abbia compreso perfettamente che c'è una coscienza che sta sognando l'universo e cioè che l'universo è mentale, ebbene cosa me ne faccio di questa informazione?  Forse che domani non avrò le tasse da pagare, i figli da accudire ecc.? A cosa serve sapere?

La risposta è: i limiti che tu stesso ti poni saranno ampliati di molto, man mano che realizzerai entro di te alcuni concetti.

Per tentare di dare un aiuto pratico, indicherò nei prossimi capitoli, alcuni atteggiamenti utili alla crescita.

Nella evoluzione delle coscienze ogni cosa serve, non c'è esperienza che non apporti qualcosa. Secondo me le cose che mi sono state più utili come lettura sono state in ordine di importanza:

I libri di matematica e fisica.

Il kybalion (Principi dell'alchimia)

I libri di Carlos Castaneda

I libri del Cerhio 77

Il libro "Ho incontrato gli extraterrestri" ed. Mediterranee. (Per lo sviluppo economico, sociale di una civiltà.)

 

I modelli come metodo evolutivo.

 Il corpo umano è uno strumento, paragonabile ad un computer, proprio come il computer ha due aspetti hardware (parte meccanica materiale) e software  (parte costituita da programmi), così nel corpo umano abbiamo  una parte biologica percettiva (hardware) data dai cinque sensi, e una parte mentale (software) che elabora cataloga e riconosce le percezioni, creando emozioni e considerazioni.

 Tutti gli uomini hanno pressappoco le stesse possibilità percettive, anche se la gamma di percezione è differenziata e personalizzata, per esempio mentre la media delle persone ha l’udito che sente le frequenze da 20 Hz a 20000 Hz  il sottoscritto che ha problemi di udito, non percepisce  sopra i 10000 Hz; ne consegue che non c’è  un’oggettività assoluta nella percezione,  differenze significative vengono introdotte dai sensi stessi, che hanno peculiarità differenti da individuo a individuo.

 Possiamo dire che mentre il mondo fisico rimane costante, l’esperienza che ne abbiamo cambia enormemente in funzione del nostro sistema nervoso.

 I limiti della nostra percezione sono chiaramente riconosciuti dagli scienziati che conducono esperimenti sul mondo fisico quando possono elaborano macchine che estendono tali limiti.

 Sono stati molti i pensatori che nella storia della cultura hanno sostenuto questo punto: che vi è un’irriducibile differenza tra mondo e l’esperienza che ne abbiamo.

 Noi esseri umani non agiamo direttamente sul mondo. Ciascuno di noi crea una rappresentazione del mondo in cui vive; creiamo cioè una mappa o modello, che usiamo per originare il nostro comportamento. La nostra rappresentazione del mondo determina in larga misura l’esperienza del mondo che avremo, il modo in cui lo percepiremo, le scelte che ci sembreranno disponibili vivendoci dentro.

 

 Possiamo dire che ci muoviamo nella nostra realtà attraverso i modelli o mappe, questi modelli vengono continuamente aggiornati in relazione alle nuove esperienze.

 Non vi sono due esseri umani che abbiano le stesse esperienze. Il modello che ci creiamo per dirigerci nel mondo si fonda in parte sulle nostre esperienze. Quindi ciascuno di noi si può creare un diverso modello del mondo che condividiamo e giungere così a vivere una realtà alquanto diversa.

 

 Corrispondenza tra piano della fisica e piano delle emozioni. (piano astrale)

Parlare dei modelli rappresentativi dell’universo corrisponde all’aver definito il campo da gioco.

Tenteremo ora di definire le regole che, secondo noi, vigono all’interno del campo da gioco, facendo un parallelismo con i principi della fisica.

Per fare ciò sfruttiamo il principio alchemico  della corrispondenza; “Ciò che sta in basso sta in alto e ciò che sta a destra sta a sinistra.”

 

In fisica ci sono due grandezze fondamentali: la forza e l'energia.

 

La forza.   Con una definizione accessibile a tutti possiamo definire la forza come la causa ultima che produce un cambiamento nell'universo.

 

L'energia Analogamente possiamo dire che l'energia è il fattore che è in grado di mettere in azione le forze.

L’energia è paragonabile al denaro di una banca. Il denaro può far in modo che sia costruito un edificio, ma non sarà certamente il denaro a lavorare!  Per operare materialmente occorrono operai che lavorino.”

Gli operai sono paragonabili all forza;

il denaro è paragonabile all’energia.”

 

La forza e la volontà

Vediamo come possiamo trasferire il concetto di forza all’interno del nostro modello. Tenuto conto che la forza crea un cambiamento nell’universo fisico, possiamo dire che nel modello Matrix il cambiamento corrisponde al passaggio da un fotogramma ad un altro fotogramma.

Ciò che fa passare da un fotogramma all’altro è l’equivalente delle forza.

Gli sciamani danno a questo atto il nome di volontà.

La forza definita della fisica = corrisponde alla volontà nel modello Matrix

Dobbiamo chiarire il concetto di volontà.

Per volontà intendiamo l’insieme degli atti operativi messi in moto per raggiungere un determinato fine o desiderio.  Lo scopo o il desiderio non vanno confusi con la volontà.

Il desiderio mette in moto la volontà ma è solo una parte della volontà. Per esempio supponiamo di voler andare a Roma.

Il decidere di andare a Roma rappresenta il desiderio, mentre il prendere la macchina, far carburante, consultare le carte geografiche, scegliere le strade ecc. costituiscono la volontà (corrisponde a scegliere le scene che portano a quel risultato, naturalmente possono esistere più sequenze di fotogrammi che raggiungono lo scopo).

Questo fatto mette in luce l’aspetto vettoriale della volontà. (Uuna grandezza fisica si dice vettoriale quando è definita completamente solo se vengono dati la direzione, il verso, l'intensità, il punto di applicazione) Proprio come la forza in fisica è una grandezza vettoriale, così anche nella fisica dello spirito il suo corrispondente, vale a dire la volontà, è un vettore.

 La direzione e il verso sono determinati dal desiderio, dalle emozioni  e dalle convinzioni che danno lo  scopo.

 L’intensità della forza di volontà.

 Esistono vari livelli d'intensità della volontà.

a) Volontà senza convinzione;

b) Volontà ferma;

c) Volontà forte e persistente (secondo Castaneda “Intento”);

d) Volontà forte, persistente che è in sintonia con i disegni dell’universo. (Secondo Castaneda “Intento inflessibile”).

 

Per chiarire ulteriormente la determinazione quantitativa della volontà, facciamo il seguente esempio.

Due persone decidono di andare a correre il giorno seguente. Una delle due il giorno dopo va anche se piove, mentre l’altra no. Chi ha dimostrato più volontà?   Chi è andato a correre!

Gli sciamani asseriscono che la volontà può essere aumentata usando uno sforzo costante fino a raggiungere un limite massimo chiamato: “Intento inflessibile”).

 

 Possiamo utilizzare questa nuova visione della volontà per capire come mai certi fenomeni accadano ad alcuni, mentre altri non riescono a riprodurli.

Consideriamo per esempio tre gruppi di persone alle quali è consigliato di provare a favorire la crescita di alcune piante usando la forza di volontà.

Il primo gruppo, formato dalla maggioranza, decide che è stupido sprecare tempo e fatica per provare un esperimento che molto probabilmente non funzionerà; spesso a frenare, c’è anche la paura inconscia che l’eventuale insuccesso sminuisca lo sperimentatore. Per tutto ciò, questo gruppo, decide di non fare l’esperimento.

Il secondo gruppo fa l’esperimento, ma si limita a desiderare molto intensamente che le piante selezionate crescano, creano un’immagine mentale in cui le piante sono rigogliose ed alte.

Il terzo gruppo fa la stessa cosa ma aggiunge una forte emozione d’amore per quelle piante, percepisce l’unità tra tutte le cose, parla alle piante con empatia ed amicizia, probabilmente fa tutto ciò in modo inconscio e molto spontaneo.

Solo il terzo gruppo avrà possibilità di ottenere il fenomeno della crescita delle piante.

 

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