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Occultismo Occidentale 10 PDF Stampa E-mail

                                                 Occultismo Occidentale

   Secondo la tradizione dell’occultismo occidentale, la scienza misterica egiziana ha avuto il suo inizatore-profeta in Ermete Trismegisto. Il nome, della chiara fattura greca è implicante dell’enorme favore che questo personaggio, «tra i grandi inviati dall’alto», ha raccolto in Grecia ed è altrettanto esplicito nel significato esoterico: Ermete, tre volte grandissimo, il «Grande dei Grandi».

   Lo si considera vissuto in Egitto nei giorni in cui la presente razza umana era nella sua infanzia.

   L’Egitto, ultimo paese rimasto sotto la dominazione degli Atlantidei, ha in sé le tracce di culti e leggi antichissimi. È universalmente riconosciuta, dunque, all’Egitto una priorità nell’insegnamento della Scienza Antica.

   Nel libro «Il Kybalion» sono esposti i metodi dell’antica dottrina, sotto forma d’assiomi e sentenze tratte da un testo occulto, Gli autori del saggio, «Tre Iniziati», anonimi seguaci dell’occultismo, dicono che le sentenze sacre sono estratte dai «Libri di Hermes», sopravvissuti al terribile incendio di Alessandria in cui andarono perduti più di 100.000 preziosi volumi d’erudizione della grande biblioteca.

  

   I sette principi fondamentali secondo l'alchimia

I paragrafi del libro, costituiscono il commento ai sette Principi e sono, perciò, un’esposizione precisa e circostanziata delle Teorie Ermetiche.

1) Mentalismo;

2) Corrispondenza;

3) Vibrazione;

4) Ritmo;

5) Polarità;

6)Causa ed Effetto;

7) Genere.

 

                            Primo  principio, del  Mentalismo;

   «Tutto è mente. L’universo è mentale», dice Kybalion; e i «Tre Iniziati» spiegano che Mente equivale a Spirito, che in se stesso, inconoscibile ed indefinibile, pervade di sé il Tutto Universale.

  

                          Secondo principio, della Corrispondenza,

   Il secondo principio, della Corrispondenza, è anche uno dei fondamentali assiomi della Kabala:  «Come è al di sopra, così è al di sotto; come è al di sotto, così è al di sopra».

   È l’analogia cara alle scuole iniziatiche d’Occidente e d’Oriente, ed è anche l’insegnamento celato in quella mirabile sintesi di dottrina che è la “Tavola di Smeraldo”, anch’essa attribuita al Trismegisto. «È vero, senza menzogna, completamente vero. Ciò che è in basso è come ciò che è in alto, e ciò che è in alto è come ciò che è in basso, per fare il miracolo di una cosa sola... e siccome tutte le cose sono derivate, da Uno, così tutte le cose sono nate in questa Unica Cosa per adattamento».

   Il linguaggio è oscuro, ma la tradizione occulta ed alchimista vuole che l’Iniziatore parli solo per parabole o per tavole allegoriche. L’Ermetismo, s’è racchiuso nell’ostrica ostinata del suo frasario, è a prima vista incomprensibile, proprio per non disperdere al vento la sua saggezza di secoli.

  

  

                             Terzo principio, della vibrazione

   Tutto si muove; tutto vibra niente è in quiete.

   Oltre al nostro piano fisico, umano, che cade sotto i nostri sensi, ve ne sono altri, ultrasensibili e lontani;  dovuti a vibrazioni non percepite dai nostri sensi corporei.

   Soltanto il Tutto esiste; il resto è divenire.

   «Mentre Tutto è nel tutto, è ugualmente vero che il Tutto è in tutto. Colui che ben comprende questa verità, possiede un gran sapere».

  

  

  

  

                               Quarto principio, della dualità.

   Tutto è duale; ogni cosa possiede una coppia d’opposti; simile e dissimile sono uguali; gli opposti sono identici di natura, ma differenti di grado; gli estremi si toccano; tutte le verità non sono che mezze verità ed ogni paradosso, in fondo, può essere conciliato. Ogni cosa che esiste non va pensata con il simbolismo di una retta, ma è simile ad una circonferenza in cui si stabilisce un punto, è chiaro che ogni punto può essere considerato sia inizio che fine.

  

  

                                Quinto principio, del ritmo.

   Ogni cosa fluisce e rifluisce, ogni cosa ha fasi diverse e cicliche, il sole sorge e tramonta, le piante hanno le loro stagioni, anche l’anima ha le sue stagioni, quindi nasce vive e muore per poi rinascere …

  

  

                                 Sesto principio, causa effetto.

   Ogni effetto ha la sua causa, ogni causa il suo effetto; il caso è il nome dato ad una legge che non si conosce. Esistono diversi piani di casualità non tutti comprensibili dal nostro attuale punto di vista.

  

  

                                Settimo principio, del genere.

   Il genere si manifesta in ogni cosa e su tutti i piani; ogni cosa ha il suo principio maschile e femminile. Si tratta dello Yin e Yang del taoismo cinese.

  

   La filosofia ermetica, nell’epoca moderna, è mal compresa o ignorata. Si tende a negarne l’autenticità intrinseca e non riuscendo a farla entrare nei propri schemi, la si qualifica come incredibile ed assurda.

   L’alchimia è un’arte mentale, la materia si può dominare solo quando si è riorganizzato la nostra concezione dell’universo, esso deve essere percepito per ciò che veramente è, solo allora è possibile dominarlo e fare le trasmutazioni.

    

                             (Tratto dall’introduzione del libro il Kybalion)

 

 

 

                       Delucidazioni  sul primo principio, del  Mentalismo

Tra noi e la realtà si frappone il filtro dell’interpretazione degli input percepiti.

 

Il nocciolo della percezione sta nel filtro.

Il filtro che ci obbliga a parcepire questa realtà è dato da vari fattori:

a) corpo fisico (DNA dei gemitori, della razza, della specie…)

b) educazione (attraverso il linguaggio, visioni, scuola, amicizie…)

c)  idee personali, desideri, convinzioni, abitudini, tendenze…

 

I punti rappresentano i “fili di luce” (o anche emanazioni dell’aquila) descritti dagli sciamani veggenti quando  vedono la realtà per ciò che è nella sua essenza.

I “fili di luce” sono descritti come vivi in grado di percepire. Se assumiamo come vera l’affermazione esoterica che dice: il Tutto e in tutto ed è tutto in Tutto; cioè ogni cosa che esiste non è altro che un modo di essere di una stessa cosa presente in un eterno presente che contiene tutte le infinite possibilità di manifestazione, in tal caso ogni filo è l’universo stesso in una particolare stato di manifestazione.

 

Il filtro nel suo complesso non è rigido ma è in continuo cambiamento. Non tutte le sue parti però presentano la stessa velocità di cambiamento.

 La prima parte a) del filtro è molto rigida, essa costituita dal corpo fisico e corrisponde alla memoria genetica. Quando si prende un corpo fisico è come entrare in un gioco collettivo iterattivo, ci sono già molti giocatori che l’hanno  giocato e lo stanno giocando, dobbiamo necessariamente adeguarci alla storia in corso.

La parte b) corrisponde all’educazione che riceviamo, essa dà un grosso imprinting soprattutto nella prima infanzia; tuttavia è possibile affrancarci dall’imprinting. Pensiamo per esempio al condizionamento religioso; ad un certo punto della nostra vita possimo diventare atei o cambiare religione. Non dico che sia facile anzi! Però è possibile.

La parte c) corrisponde alla nostra pesonalità più profonda con una grossa componente innata, questa è la parte che più può cambiare nel corso della vita. Il suo cambiamento può avvenire per vari motivi, per esempio chi sta leggendo questo scritto potrebbe cambiare il suo punto di vista sulla concezione dell’universo; qualora ciò accadesse è dovuto alla fin fine ad una intima decisione, ad un atto di volontà, la lettura e solo una possibilità offerta. Quando la parte c) cambia trascina nel cambiamento anche la parte b) mentre la parte a) in genere subisce poche modificazioni.

 

            Il punto di unione determina la percezione dell'attimo presente.

Nel modello tolteco  il veggente “vede” che ogni più piccola particella esistente nell’universo non è altro che un filo di luce, “vede” altresì che la coscienza umana in ogni istante focalizza alcuni filamenti e ne lascia liberi altri. Ricorda Tarzan quando si muoveva nella giungla, prendeva una nuova corda (liana) e ne lasciava un’altra. La corda che ha in mano è ciò che percepisce nell’attimo presente, la corda che ha lasciato è l’attimo passato. In realtà le corde restano ferme è lui  che si muove. Quindi l’universo è fisso in un eterno presente è la coscienza che si muove. Qualora  invece di una corda in ogni istante siano afferrate un grandissimo numero di corde. nostro esempio possiamo dire che le corde che ha in mano Tarzan rappresentano il punto di unione. Il segreto della vita è tutto qui diceva a Castaneda Don Juan

Le corde da lasciare e quelle nuove da prendere sono scelte da Tarzan in base alla direzione in cui vuole muoversi, ma anche in base alle corde disponibili in quel momento.

 

 

              Delucidazioni del secondo principio, della Corrispondenza,

Questo principio è di grande aiuto nella vita pratica. Se vogliamo capire le cose, osserviamo con attenzione la natura e seguiamone le leggi. Per esempio la natura tende a riciclare, ebbene spingiamo nella direzione del riciclaggio. La natura opera una selezione all'interno di una specie, allora non blocchiamo la selezione clonando; piuttosto acceleriamola facendo una carta cromosomica del maschio e della femmina e incentiviamo le unioni evolutive.

Un esempio sofisticato nasce dalla serie di Fibonacci (  1    1    2   3     5     8     13…) dove ogni numero successivo nasce dalla somma dei due precedenti. Essa descrive molto bene come tutto nasce dall'uno mediante la ripetizione di se stesso e di ciò che è generato. (Vedi i 2 libri "l'antico segreto del fiore della vita)

 

 

 

 

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