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Conoscere se stessi prima tappa PDF Stampa E-mail

 

La conoscenza di sé    Prima tappa    2 Maggio 2012    Luigi Grandi

 

Inizio un percorso per conoscere noi stessi. Inserirò un argomento ogni quindici giorni, accompagnato da questionari e test.

Ognuno di noi pensa di conoscersi, perché è sempre stato presente a se stesso e ha vissuto ogni situazione sulla sua pelle. Eppure ci sono delle persone molto vicine a noi che osservano pregi, ma specialmente difetti che non riconosciamo. Riguardo ai pregi siamo ben lieti, ma riguardo ai difetti riteniamo gli altri un po’ daltonici.

Succede, però, che ci arrabbiamo quando, incontrando delle persone importanti, restiamo muti per la timidezza, oppure non riusciamo a tenere la bocca chiusa quando lo dovremmo. Ci innervosiamo quando non troviamo qualcosa che ci preme, ma non riusciamo ad essere più ordinati. Quante volte ci siamo riproposti di smettere di fumare o di mangiare meno dolci, ma inutilmente?

La volontà c’è e anche il desiderio di raggiungere gli obiettivi, ma, purtroppo, c’è qualcosa che ce lo impedisce.

Conoscendo le cause della timidezza non è detto che riesca a superarla, però, sono favorito nel coglierne gli aspetti positivi (ce ne sono tanti) e nel convivere con essa serenamente.

 


 

Autostima

La visione che abbiamo di noi, l’autostima, si è formata in base a ciò che gli altri ci hanno trasmesso.

Nei primi anni di vita viene determinato dall’ambiente familiare e dalle figure significative.

Verso gli otto, nove anni: inizia l’autostima riguardo alle capacità intellettive e al rapporto interpersonale. Viene determinato dagli insegnanti e dagli educatori.

Verso i tredici, quattordici anni: inizia l’autostima nei campo dei sentimenti e del rapporto sociale. Viene determinato dai coetanei.

Verso i diciassette, diciotto anni: inizia l’autostima rispetto alla presa di responsabilità di fronte ai propri doveri. Viene determinata dai risultati.

Ricerca sull’autostima

Una ricerca sull’autostima esaminando le relazioni sul comportamento delle persone, partendo dal 1946 al 2000, mostra l’influenza esercitata dall’ambiente, che ha modificato, in quel periodo, il modo di pensare e di agire in modo radicale.

Dal 1946 al 2000 sono emerse due generazioni molto diverse.

 

Dal 1946 al 1969 la società era governata da un modo di pensare pieno di regole da seguire. Ogni individuo era come un mattone all’interno della comunità e doveva seguire i comportamenti imposti dalla società.

Dal 1970 al 2000 ogni persona comincia a pensare con la sua testa e vuole essere lei a decidere sia la scelta dei valori che i comportamenti da avere.

È la “Generazione Io”.

Dal 1946 -------à due generazioni ß------- al 2000

Dal 1946 al 1969 ----à Un mondo governato da regole

 Dal 1970 AL 2000-------à L’individuo al centro del mondo

 

 

 

Nel passaggio l’autostima è cresciuta dell’86% nei maschi

e del 71% nelle femmine.

Negli anni ’50 i giovani che dicevano:

“Sono una persona importante” erano il 12%.

Negli anni ’80 i giovani che dicevano:

“Sono una persona importante” erano  80%.

Aumenta il narcisismo. I genitori della prima generazione hanno vissuto male la sottovalutazione da parte della famiglia e della società e hanno cercato di modificare il loro atteggiamento con i loro figli.

L’aumento dell’autostima si sa può essere favorito:

1) Abbassando l’asticella degli ostacoli (togliendo le difficoltà)

2) Cimentandosi con gli ostacoli e riuscendo a superarli (superare le difficoltà).

La scelta dei genitori è stata quella di togliere le difficoltà (farli crescere nella bambagia, si dice).

Sono state abbassate le aspettative, causando meno preparazione a superare le difficoltà che la vita inevitabilmente propone.

Il risultato è stato inevitabile:

dagli anni ’60 al 2000 il livello di ansia è salito dell’85%.

La sicurezza vacilla di fronte alle difficoltà che non si è preparati a superare e che non possono essere evitate.

L’autostima autentica pretende la conoscenza dei propri punti deboli, assumendo le proprie responsabilità nell’affrontare le difficoltà.

 

L’aumento dell’individualismo legato alla falsa autostima ha reso più precoce e dilagante anche la depressione,

essa qualche anno fa insorgeva a circa 30 anni, oggi a 14 anni.

La fiducia nelle proprie capacità

è data dalla sensazione di essere

al timone della propria barca

e di essere in grado di condurla

dove si vuole.

La conoscenza di sé lo rende possibile!

Test di personalità

Propongo un test molto semplice, adatto ad ogni persona che ha superato i 15 anni.

Stampate il test e per ogni figura mettete un puntino in un riquadro (uno solo) in modo spontaneo (senza pensarci).

Fra quindici giorni spiegherò come calcolare il risultato e ottenere l’interpretazione.

 

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