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La coscienza

 

 

L’età della coscienza

I mezzi di comunicazione sono l’espressione del nostro modo di pensare e nello stesso tempo favoriscono la sua evoluzione. La scrittura è stata l’espressione dell’evoluzione del pensiero verso la ragione e ha favorito il suo sviluppo durante gli ultimi secoli, specialmente dopo l’uso della stampa.

I mezzi elettronici riprendono i valori dell’emotività e dei sentimenti senza togliere nulla alla ragione e favoriscono un’integrazione della persona. La coscienza è l’equilibrio tra abitudini, sentimenti e ragione.

“Mai come oggi, in una società multirazziale dove la tecnologia elettronica, allargando il nostro sensorio fino ai confini del pianeta, ci dà come pelle l’intera umanità… è importante trovare solidi principi di convivenza, ma è altrettanto importante recuperare la propria storia, così da avere un punto di riferimento dal quale osservare il cambiamento senza rischiare di trovarsi immersi in una cultura estranea nella quale diventa difficile riconoscerci.” (Mc Luhan)

Ragione, sentimento ed emozione ritornano a convivere nella comunicazione, ma il loro equilibrio deve essere trovato dalla coscienza di ciascuno: si devono armonizzare le conoscenze universali con il vissuto.

Oggigiorno l’uomo ha gli strumenti per guidare la sua esistenza sfruttando al massimo le sue capacità individuali. A ciò corrisponde anche la responsabilità del suo agire e di conseguenza la libertà di sbagliare.

La coscienza individuale sarà determinante nella formazione della personalità.

 

Il percorso di conoscenza

I test ci hanno permesso di capire vari aspetti delle abitudini, delle emozioni, dei sentimenti e delle convinzioni che fanno parte della nostra personalità.

Quando si è avanti nell’età (io compio settanta anni) ci si accorge che sono stati numerosi i cambiamenti avvenuti negli anni e anche la visione di noi stessi si è modificata, ma si osserva che lo zoccolo del nostro carattere è rimasto quello di un tempo e, fatto ancora più interessante, ci accorgiamo di possedere molti tratti del carattere dei nostri genitori (in particolar modo di uno di essi). Nel periodo dell’evoluzione e della maturità è impossibile accorgerci di questo, perché la spinta istintiva verso l’attuazione di desideri e sogni (fondamentale per la crescita) modifica la percezione che abbiamo di ciò che siamo e di ciò che avviene.

Ne conseguono due certezze:

1)     La nostra vita, sia genetica che vissuta, incide profondamente sull’evoluzione dei nostri figli;

2)     Non è ciò che diciamo o vogliamo che incide sullo sviluppo dei nostri figli, ma il clima che instauriamo con loro, la valorizzazione degli aspetti positivi del nostro carattere.

Se noi siamo felici di noi stessi e sicuri dei nostri valori, trasmetteremo la gioia di vivere e specialmente le caratteristiche della nostra personalità, che ci hanno permesso di godere della nostra vita.

Conoscere gli aspetti positivi del nostro carattere e valorizzare i punti di forza favorirà la trasmissione di vissuti, che trascineranno, attraverso l’imitazione, i comportamenti dei figli e di conseguenza la loro autostima.

 

Come siamo

Nel primo test abbiamo compreso quale dei tre elementi fondamentali (istinti, sentimenti e ragione) sia predominante e quale sia il nostro rapporto con le situazioni.

Il secondo test ci ha dato una visione generale della nostra situazione nel rapporto sociale, cioè la percezione di noi (autostima) rispetto agli altri.

Nel terzo test ci è stato indicato come reagiamo istintivamente alle situazioni (intelligenza emotiva), ma specialmente quali sono i punti di forza su cui possiamo puntare per avere un migliore rapporto con le situazioni e con le persone.

Il quarto test, l’empatia, ci rivela la nostra capacità di entrare in rapporto con gli altri sia per acquisire la loro ricchezza che per trasmettere la nostra.

Nel quinto test, l’amore, scopriamo la capacità di modificare noi stessi e di influire sulla vita degli altri, donando a loro tutta la nostra ricchezza. L’amore non solo sa accettare le differenze, ma sa anche valorizzarle.

L’ultimo test, il tipo di personalità, riassume gli altri e ci dice che ogni carattere, ogni persona, possiede aspetti positivi e aspetti negativi, rispetto alle situazioni in cui si trova. Talvolta aspetti positivi per un tipo di personalità, possono essere negativi per un’altra e viceversa. Prendere sinceramente coscienza degli aspetti negativi è l’unico modo per modificarli, dando più importanza agli aspetti positivi. Più che modificarli li si lasci sopire, li si lascia inerti, perché i positivi prendono il sopravvento.

 

I cambiamenti che avvengono nel rapporto educativo

La natura ha imposto un percorso parallelo tra l’evoluzione del rapporto con il coniuge e l’evoluzione del rapporto con i figli, facendo precedere quello con il coniuge per essere pronti in quello con il figlio.

La persona vive fondamentalmente di istinti, abitudini, sensazioni (carattere) e sentimenti che si modificano molto lentamente e questa loro caratteristica permette all’individuo di avere una propria sicurezza e una continuità di personalità. Fosse la ragione a determinare la nostra vita, cambieremmo a seconda delle conoscenze che apprendiamo e saremmo in una continua insicurezza e tensione.

Data questa premessa è evidente che le nostre abitudini e i nostri comportamenti sono ritenuti da noi i migliori e istintivamente ci danno sicurezza e temiamo quando dobbiamo cambiarli.

La natura umana tende, però, sempre istintivamente (è quindi una necessità) a sviluppare, evolvere, migliorare, arricchire la nostra persona.

L’unico modo per poter modificare è quello di differenziare, costringendo così a continui adattamenti che diventano una sintesi delle differenze, cioè un qualcosa in più rispetto a prima.

 

Il rapporto di coppia

Quando ci innamoriamo avvertiamo l’altro/a come la persona che soddisfa tutte le nostre attese e inevitabilmente la idealizziamo.

La persona che soddisfa le nostre attese possiede le qualità che io desidererei avere, ma che non ho: se sono una persona timida, mi innamoro di una sicura, se aggressiva di una tranquilla. Sono scelte inconsce, ma che l’istinto sa cogliere bene.

L’idealizzazione mi illude che l’altra persona che mi è complementare, comprenda le mie esigenze e spontaneamente le soddisfi.

Di fatto l’altra persona, proprio perché ha un carattere molto diverso dal mio (è ciò che io non sono) ha un vissuto diverso dal mio e lo ritiene il migliore.

Dopo alcuni anni di vita insieme si sperimenta la diversità (talvolta si arriva a dire: incompatibilità di carattere) e si osserva la difficoltà per entrambi di cambiare e ci si arrabbia e talvolta si arriva alla rottura.

Il cambiamento o meglio la maturazione pretende sempre una sofferenza.

La nostra sicurezza viene messa in dubbio dalle pretese dell’altro/a e solo attraverso la fiducia riusciamo a scoprire la sincerità del comportamento dell’altro: si comporta in un dato modo non per farci un dispetto, ma perché lui è così ed è una ricchezza, anche se diversa dalla nostra.

L’accettazione del valore dell’altro non comporta un cambiamento del proprio carattere, quanto invece una valorizzazione delle qualità positive evidenziate dal confronto con il carattere dell’altro.

Il rapporto con i figli

Nei primi anni proiettiamo nei figli ogni desiderio e attesa per il loro futuro. La visione del loro mondo è totalmente alterata dalle nostre aspettative e quando ci arrabbiamo per le diversità, sorvoliamo in attesa di un cambiamento. Nel periodo della preadolescenza e specialmente dell’adolescenza sono i figli che ci costringono ad aprire gli occhi e capire che hanno un loro carattere ben determinato. C’è chi finge a se stesso illudendosi che le cose ritornino ad essere come si pensava e c’è chi pretende un cambiamento (in nome della responsabilità educativa) opponendosi con determinazione e autorità. Il metodo permissivo o autoritario deriva dalla non accettazione della diversità e, come nella coppia c’è la separazione, così tra figli e genitori s’interrompe il rapporto.

Ogni carattere ha aspetti positivi e negativi e in più il carattere dei nostri figli hanno preso dai nostri caratteri (padre e madre). Se noi abbiamo accettato e valorizzato il nostro carattere e quello del partner, sappiamo leggere bene anche quello dei figli, cogliendo i punti di forza da promuovere.

L’autostima dei figli dipende dalla visione che abbiamo di loro: saranno come noi li abbiamo vissuti.

La loro maturità sarà la nostra maturazione, in quanto ci faranno scoprire che la diversità è ricchezza. Questa è la gioia che anch’io personalmente ho vissuto come padre e ora anche come nonno.

 

Fine del percorso

Ognuno di noi è una ricchezza. Dobbiamo conoscerci per valorizzarci. I nostri figli erediteranno la nostra ricchezza e ne aggiungeranno della loro, per trasmetterla ai nostri nipoti.

Spero che il percorso fatto vi sia servito, altrimenti avete messo alla prova la vostra pazienza e nel campo educativo ce ne vuole tanta!

Se qualcuno vuole un mio parere sui risultati dei test, io sono a disposizione gratuitamente. In questo caso mi sarebbe utile il test dell’albero: prendete un foglio da ciclostile, disegnate un albero da frutto (cioè non un pino) con la matita, come volete, nel modo migliore che potete, spontaneamente, non copiando da un’idea altrui. Con lo scanner inserite il disegno con il materiale che mi mandate. Sarà rispettata la privacy .

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